Il 26 settembre 2008 è finalmente entrata in vigore la nuova normativa dell'Unione europea (2006/66/CE) sulla gestione di pile e accumulatori a fine vita. Oltre a imporre la corretta raccolta e il riciclaggio delle pile usate, la direttiva stabilisce la responsabilità dei produttori per quanto riguarda la gestione di questi prodotti una volta divenuti rifiuti. Adottata dal Parlamento europeo nel 2006, la direttiva doveva essere già stata recepita dagli Stati membri.
Le pile contengono un insieme di metalli dannosi per la salute umana e l'ambiente, fra cui metalli pesanti pericolosi come il piombo, il cadmio e il mercurio. La raccolta e il riciclaggio delle pile usate dovrebbe impedire a queste sostanze di diffondersi nell'ambiente. La normativa vuole inoltre porre fine allo scorretto smaltimento delle pile che molto spesso, specialmente per quelle portatili, finiscono in discarica o negli incineratori invece di essere riciclate dopo l'uso.
La direttiva prevede inoltre delle limitazioni all'uso di determinati metalli pesanti.
I punti salienti della normativa:
1. almeno il 25% (entro il 2012) e il 45% (entro il 2016) delle pile portatili utilizzate annualmente in ogni Stato membro dovrà essere raccolta e riciclata;
2. obbligo di riciclare tutte le pile raccolte (con le eventuali deroghe per le pile portatili pericolose);
3. limitazioni all'uso del mercurio in tutte le pile e all'uso del cadmio nelle pile portatili;
4. divieto di smaltimento in discarica o mediante incenerimento delle pile industriali o delle batterie per autoveicoli;
5. i processi di riciclaggio per i diversi tipi di pile debbano soddisfare determinati livelli di efficienza;
6. obbligo, in conformità al principio della responsabilità del produttore, per i produttori di pile di finanziare i costi della raccolta, del trattamento e del riciclaggio delle pile usate.
Finora sette Stati membri hanno comunicato alla Commissione i provvedimenti nazionali che recepiscono integralmente la direttiva